La Canzone a Milano

La copertina del libro di Andrea Pedrinelli

Nel suo libro “La canzone a Milano”, edito da Hoepli, Andrea Pedrinelli descrive il mondo della canzone a Milano dalle origini ai giorni nostri. Un grandioso affresco di musicisti, arrangiatori, compositori, interpreti che in qualche modo hanno avuto a che fare con la nostra città, anche se, alcuni, non milanesi. Dagli “antesignani”, Kramer, i Cetra, Renato Sellani, ai “monumenti”, come D’Anzi, Jannacci, la Vanoni, Fiorenzo Carpi, al “Cabaret”, ai “cantautori”, alla “Milano Ribelle” di Celentano o Enrico Ruggeri, fino ai giorni nostri.

Ed è appunto arrivando ai giorni nostri che troviamo una gradita sorpresa, con un riquadro a noi dedicato. Pedrinelli, che ben conosceva Virgilio Savona e Lucia Mannucci, anni fa chiese ai due quale gruppo vocale sarebbe stato l’erede dei Cetra.
Virgilio e Lucia, senza esitazione, gli risposero che avrebbe dovuto tenere sotto osservazione gli “Alti & Bassi”.
Ora Pedrinelli sostiene che il tempo abbia dato ragione a Lucia e Virgilio, e noi non possiamo che esserne lusingati e ringraziare l’autore per le sue parole e per la scelta di dedicarci uno spazio in questa sua opera, lasciando così alla storia una piccola, ma preziosa testimonianza della nostra presenza in questi anni.

Pur ammettendo che siano stati per noi una fonte di ispirazione molto importante, restiamo convinti che i Cetra siano una formazione unica e ineguagliabile che si è sicuramente guadagnata un posto insostituibile nella Storia della musica del novecento.

 

“Nati in una cucina a Città Studi nel ’94 e transitati fra premi, stagioni classiche e successi esteri, i milanesi Alti & Bassi, quintetto vocale che canta a cappella, sono fra i fenomeni più validi e ingiustamente misconosciuti d’Italia. Sicuramente non è facile proporsi con le sole voci, però va riconosciuto al gruppo milanese di non aver mai tradito l’arte inseguendo la fama, riuscendo così a licenziare grandi dischi (Il favoloso Gershwin, Io ho in mente te, La nave dei Sogni) con ospiti storici (Lino Patruno, Franco Cerri, Bruno De Filippi) e un repertorio che va da Jazz, Battisti, Modugno e Jobim a D’Anzi e Jannacci, e poi addirittura alla musica classica. Virgilio Savona disse a chi scrive di tenerli d’occhio: “Sono gli eredi dei Cetra”. Il tempo, galantuomo, gli ha dato ragione.

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