Ce l’avevo quasi fatta

Recensione di Valeria Bissacco da ISOLACHENONCERA.IT

http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/ce-lavevo-quasi-fatta/

Venticinque anni e sentirli tutti, anzi ascoltarli cantare, con attenzione, e restarne incantati. Perché gli Alti & Bassi si fanno ben ascoltare, eccome! Le loro cinque voci arrivano fino all’estremo Oriente (e non è un modo di dire, come vedremo) ed ogni loro nuovo disco è una boccata di ossigeno, una folata di vento, un vortice di suoni che ti cattura e ti porta con sé. Gli Alti & Bassi nascono a Milano nel 1994 e oggi festeggiano i 25 anni di carriera con la pubblicazione, sotto l’etichetta Preludio, del loro settimo album: Ce l’avevo quasi fatta che, fin dal titolo ci fa comprendere che in fondo, a legare il filo della loro musica c’è sempre un sorriso, una vena d’ironia, che fa la differenza rispetto ad altri gruppi “a cappella”. Ma la vera particolarità di questo lavoro, è che si tratta del primo disco italiano di brani a cappella costituito da soli brani originali: 10 canzoni scritte, arrangiate, cantate e “suonate con la voce” dagli stessi A&B. Infatti, solitamente, la musica a cappella spazia in un repertorio di cover, reinterpretazioni in chiave perlopiù jazz di brani già famosi, grandi classici e medley di motivi legati al cinema, ad esempio, o che comunque hanno fatto la storia della musica internazionale.

Quest’album no, non si rifà ad altro o altri: qui ci sono “solamente” Andrea Thomas Gambetti (che è l’autore della maggior parte dei testi), Alberto Schirò(autore delle musiche e artefice degli arrangiamenti vocali), Diego Saltarella(autore di testi), Paolo Bellodi e Filippo Tuccimei, con la loro creatività vivace e le loro voci caratteristiche splendidamente armonizzate tra loro. E vi assicuriamo che ce n’è abbastanza per aver dato vita a un gran bel disco. Ma non solo: c’è un’altra nota interessante in questa nuova uscita discografica. Il quintetto milanese è tornato sul mercato a fine 2018, dopo quattro anni dall’ultimo album, contemporaneamente con due dischi: questo d’inediti, appunto, e una corposa raccolta dei loro primi 25 anni di successi, The best of A&B che, per chi ancora non avesse avuto la fortuna di conoscerli ma anche per chi volesse ripercorrerne la carriera attraverso le tappe più significative, rappresenta un ottimo modo per goderseli dagli esordi fino ad oggi.

Ma torniamo al disco di inediti. Due singoli hanno fatto da “apripista” alla pubblicazione dell’album: Ce l’avevo quasi fatta, che dà il titolo all’album, brano orecchiabile e gustosissimo, che affronta con intelligente ironia il disagio delle giovani generazioni alla ricerca di una propria realizzazione, ma non sempre capaci di raggiungere i loro obiettivi, e È il calcio usciti rispettivamente a maggio e settembre del 2018. Quest’ultimo è uno swing a cappella in stile “quartetto Cetra” (di cui gli Alti & Bassi sono stati definiti simbolicamente gli eredi, nonostante le evidenti differenze numeriche e di “ruolo”), il cui testo si basa essenzialmente su una sequenza di nomi di calciatori famosi, scelti sia per mettere d’accordo la metrica con la rima, che ovviamente per affetto. È un brano spensierato che omaggia i grandi campioni di ieri e di oggi che hanno fatto la storia di club come Inter, Milan, Juve, Napoli, Torino e Roma, ma che infine mette in evidenza le contraddizioni del calcio di oggi e del tifoso medio italiano. Il simpaticissimo video, in cui i cinque cantanti vestono le maglie dei loro beniamini e compiono acrobazie calcistiche in un campetto di periferia, vede la partecipazione straordinaria del portiere Pierluigi Pizzaballa, storica figurina mancante della collezione Panini degli anni ’70. (Clicca qui per vedere il video)

Tra gli episodi più interessanti dell’album citiamo senza dubbio Di mercoledì, un brano molto delicato e intimo sulle problematiche familiari, che racconta lo stato d’animo di un padre separato mentre prova a spiegare al figlio piccolo la nuova situazione (“L’amore in una coppia può finire, ma per un figlio no” e ancora “Ma ricorda son tuo padre, non solo di mercoledì”) Stella, un pezzo rock&roll che affronta il tema della meritocrazia nel mondo dello spettacolo, spesso messa in secondo piano rispetto a certe “scorciatoie” proposte per avere successo, con un testo che parla in modo piuttosto esplicito di molestie nei confronti di giovani  ed ingenue ballerine. Alla corte del re ci son due pretendenti per la principessa chiusa nella torre, un altro dei brani migliori del disco, cambia invece totalmente registro e“umore”, con un testo che fa sorridere e un arrangiamento in chiave medievale (con tanto di finte trombe e “rullo di tamburi” affidati naturalmente alle sole voci) che omaggia sia le ballate d’ispirazione anglosassone di Branduardi che l’ironia del Carlo Martello di De André (anche nella lunghezza didascalica del titolo). 

Le infinite sfaccettature dell’amore sono toccate ancora in Roby, canzone che affronta in modo adulto e attento la differenza di età in un amore impossibile, Adagio con moto il cui titolo è un gioco di parole sui i tempi della composizione musicale, e Quel colore in più, dove si parla di solitudine anche tra due persone che stanno insieme da molto tempo. Ancora un brano assolutamente degno di nota è La nave dei sogni, presentato quattro anni fa e si dice rifiutato al Festival di Sanremo, ma vincitore dell’Akademia Music Award a Los Angeles nello stesso anno 2015, e del Primo Premio “Best Song” alla World Competition di Taipei nel 2018. Vuoi vedere che anche in questo caso è purtroppo azzeccato il detto: “Nessuno è profeta in patria?” Forse proprio l’essere nati in Italia potrebbe non rendere del tutto facile la conoscenza e l’apprezzamento tanto quanto gli Alti & Bassi meriterebbero, proprio perché da noi non è abbastanza diffusa la cultura della musica a cappella come genere in sé, quanto invece lo è in altri stati (pensiamo quelli del nord Europa) o addirittura altri continenti. Ma naturalmente sono solo ipotesi che sarebbe davvero bello se quest’album riuscisse finalmente a smentire, riconoscendo anche in Italia il giusto prestigio ad un genere di tradizione antica e di radice essenzialmente sacra, che oggi si distacca notevolmente e in modo originale da quello che siamo abituati a sentire alla radio, rendendo il relativo merito a musicisti davvero raffinati, talentuosi e ironici come lo sono i cinque componenti degli Alti & Bassi.

Chiude infine il disco, quasi in una ipotetica “chiusura del cerchio” delle nozze d’argento degli Alti & Bassi con la musica, Notte Blues, brano malinconico che è un pezzo forte del repertorio live del gruppo fin dall’inizio della loro storia, ma che non è mai stato inciso prima su disco, un vero gioiello prezioso come tutto l’album di cui parliamo, del resto. E a pensarci bene, in fondo, più che parlarne sarebbe meglio se, serenamente, ci fermassimo davvero in ascolto.

Alti & Bassi, un trionfo annunciato

Articolo di Nello Colombo – La Provincia di Sondrio – 10 marzo 2019

Trionfo annunciato al Teatro Sociale per il quintetto vocale degli “Alti & Bassi”, eredi dei Cetra, impegnati nella loro ultraventennale evangelizzazione  del canto a cappella. La loro maratona sondriese iniziata con due spumeggianti matinèe con oltre 1000 studenti, si è conclusa a sera con il “tutto esaurito” di un pubblico entusiasta ed estremamente partecipe alle scorribande canore del gruppo milanese. Una cavalcata a tutto tondo presentata, in un 8 marzo dedicato a tutte le donne, dal fascino e la grazia di una madrina  dolcissima come Maria Giovanna Versienti, presidente del CID,  elegantissima nella sua mise verde smeraldo guantata di pizzo nero. Poi ecco il magnifico colpo d’occhio di un centinaio di cantori in erba delle scuole Medie “Sassi” e “Ligari” del capoluogo in nero e azzurro preparati a dovere dalle loro insegnanti, belli, sorridenti, composti nel primo arioso gospel, imbeccati dal quintetto ospite. “Barbara Ann” è esplosa in un turbinio gioioso di voci  che hanno preso ritmo e vigore in un esplosivo “Oh happy day”, un giorno gioioso dedicato a tutte le donne. Ed è a loro, alla metà  più bella del cielo e ancora più insostituibile dell’universo umano, che gli “Alti & Bassi” hanno rivolto le loro vibrazioni più pure, tra  un’architettura sinfonica di accordi impossibili, glissati facondi, impennate onomatopeiche irraggiungibili in “Vorrei che fosse amore” dell’eterna Mina. Poi su un accattivante tappeto armonico di Alberto, Diego, Paolo ed Andrea,  ci è andato di velluto con “Ma l’amore no” quel diavolo di un Filippo con la profondità abissale della sua voce straordinaria, sia pur enfatizzata dalla sapiente equalizzazione del fonico Marco “che è l’unico che cucca”. Poi ecco la simpatica trovata nello scovare in sala una coppia rodata da almeno un cinquantennio che porta in proscenio Graziella ed Alberto per una dedica personale retta dalla grande ironia di “Però mi vuole bene” dell’indimenticato Savona & Company che finisce tragicamente sulla torre Eiffel. Aneddoti dell’ultima ora, graffianti commenti, divertenti gag già sperimentate, hanno condito un concerto che fa il pelo e il contropelo all’”Aria sulla IV corda” bachiana da brivido, sconquassata dall’arrembante intrusione di una chitarra overdrive di un improbabile heavy metallaro con capigliatura alla “Cugini di campagna”. Poi ecco l’accenno all’ultimo album del gruppo che passa per “Quel colore in più”, quello delle donne senza cui la vita sarebbe eternamente in bianco e nero. Ancora Filippo, “contrabbasso umano” che regge l’intera impalcatura degli alti, legge un suadente sonetto che porta “Alla corte del re” per inerpicarsi poi nella sublime tessitura melodica di “Smile” prima di  avventurarsi nel lontano West a bordo di un malandato treno che soffia tra il fumo dei suoi neri pennacchi “Chattanooga cho cho”.  Simpatico siparietto per “Canto anche se sono stonato” del grande Lelio Luttazzi, per finire in gloria con un medley tutto disneyano tra “Biancaneve” e “Cenerentola”, “I tre porcellini” e “Mary Poppins”, tra rospi e simpatici orsi dei cartoon più celebri al mondo. “I sogni son desideri”, ma a volte si avverano. E gli “Alti & Bassi” ne hanno realizzati tanti in 25 anni di carriera. Ma questo concerto resterà memorabile per loro e per il pubblico presente in sala travolto dal tormentone del loro ultimo album “Ce l’avevo quasi fatta”, un simpatico motivetto entrato già nella testa e uscito sulle labbra di tutti, di mamme, papà e bambini che hanno chiuso così la magia di un concerto d’alto rango che, giustamente, per la sesta volta ha riportato in Valle gli “Alti & Bassi”. 

Nello Colombo

Mattina a Scuola con gli Alti & Bassi

Articolo di Nello Colombo – La Provincia di Sondrio – 8 marzo 2019

Un vero bagno di emozioni al Teatro Sociale per oltre 1000 studenti, dalla scuola dell’Infanzia alle Superiori,  che sono stati conquistati da un eccezionale quintetto vocale come gli “Alti & Bassi” che ha saputo interagire sapientemente con loro in un gioco affascinante intorno alla “musica a cappella”. Sul palco la vibrante, spettacolare presenza neroceleste  degli studenti delle Medie “Ligari” e Sassi” del capoluogo, pronti in rampa di lancio a esibirsi dinanzi ai loro compagni  in un tris d’autore da fuoco d’artificio. Galvanizzati dall’imprinting del quintetto che li ha ben addestrati insieme ai loro insegnanti, i ragazzi si sono  esibiti in un gospel al fulmicotone, “Jesus, he gave me water”, con grande trasporto, fino al rallenty in sordina, quasi sussurrato, che portava al glorioso finale. Strepitosi i ragazzi, galvanizzati dagli applausi scroscianti dei loro compagni . E’ stata poi la volta della “canzone dell’ippopotamo”, la frizzante “Barbara Ann” veramente inebriante, per concludere con un incandescente “Oh happy day” con Federica e Giulia in proscenio come soliste, decisamente deliziose. “Siamo veramente fieri di voi!” è stato il commento a caldo del quintetto. Dalle onomatopee del mondo quotidiano il discorso ha focalizzato poi l’attenzione sulle varie timbriche musicali entrando infine nel merito dell’ossatura della sezione percussiva dividendo la sala tra cassa, rullante e charleston, prima di mostrare le mirabilie dei suoni di chitarra, basso, sax, tromba, imitati impeccabilmente dalle voci superbe del quintetto che ha innestato la quinta in un viaggio mozzafiato nel mondo disneyano a partire da “I tre porcellini” a “Biancaneve e i sette nani”, passando per le avventure dell’orso Balù e di Mary Poppins per finire con l’accattivante “Bibbidi-bobbidi-boo” di “Cenerentola”. Tifo da stadio per una sala spumeggiante che ha interagito con gli “Alti & Bassi” dopo aver reso il giusto omaggio nella “Festa delle donne” a tutte le  fanciulle rigorosamente in piedi per raccogliere il saluto e il rispetto dei cavalieri in sala. “Vedere un pubblico di bambini e ragazzi entusiasti  ad ascoltare e partecipare ad un’esibizione musicale, è una bella soddisfazione. Ringrazio gli “Alti & Bassi” per averci ancora deliziato con la loro capacità vocale, musicale e come fenomenali intrattenitori di un pubblico così vasto. Ringrazio la “Ligari” e la “Sassi” che hanno saputo mettersi in gioco con i loro studenti in tre brani  insieme agli artisti”, è stato il commento a caldo del Direttore artistico del Cid, il Maestro Luca Trabucchi.     

I Magnifici Cinque

Articolo di Nello Colombo, La Provincia di Sondrio – 8 marzo 2019

La musica che canta, quella degli “Alti & Bassi”, l’irresistibile quintetto vocale milanese da 25 anni sulla breccia a diffondere il suo spumeggiante e inconfondibile sound. Tornato a furor di popolo al Teatro Sociale per un appuntamento targato Cid, il Circolo musicale sondriese che ha sempre puntato sul coinvolgimento e il dialogo con le nuove generazioni, ha incontrato alcune scolaresche rendendole protagoniste di un messaggio educativo di ampio respiro. “Una grande emozione per noi questo contatto diretto con le nuove generazioni. Tocca a noi, infatti, con la nostra musica dal vivo seminare passione, entusiasmo, amore per la cultura musicale, affinché i giovani possano appropriarsi di un mondo di valori veri e cercare di non rinunciare mai a realizzare propri sogni”, hanno confidato infatti i “Magnifici cinque” che hanno sperimentato dal vivo un connubio fattivo con oltre 100 studenti delle Medie “Sassi” e “Ligari” di Sondrio in un laboratorio creativo alle prese con la sinfonia vocale di brani di grande richiamo. “Dopo l’esperienza con i “Tetraktis” che lo scorso anno ha visto i nostri studenti impegnati in un’attività percussiva, ecco questa nuova avvincente esperienza vocale che si è concretizzata in un concerto con grandi professionisti come gli “Alti & Bassi”, ha spiegato la professoressa Maria Cristina Grazioli che con Concetta Viviani e Giuseppe Trabucchi ha guidato i ragazzi in un’attività veramente incredibile. E gli studenti si sono lasciati prendere dall’emozione della musica. “Che bella cosa cantare tutti insieme, veramente unico e strano perchè nuovo” ha detto Elisabetta Scherini. “Non solo divertente, ma anche emozionante: non capita mica tutti i giorni esibirsi in teatro con grandi artisti”, hanno aggiunto le compagne Beatrice Caprari e Aurora Marantelli.  “Un’attività divertente e gioiosa che ci ha visti insieme al fianco di artisti famosi”, ha ribadito Maria Giordano. “Amo cantare da sempre, da bambina ho provato anche con la lirica, ora mi piace il rock, la musica alternativa ma ascolto anche l’”Estate” delle 4 stagioni di Vivaldi”, è il commento di Penelope Ortis. “Io ho già partecipato lo scorso anno e mi sento un veterano, ma “Happy day” mi ha riportato indietro ad un concerto natalizio alle Elementari”, dice Riccardo Verdesca. “Un’esperienza impegnativa e formativa”, spiegano Nicola Tam e Giovanni Squeglia i cui interessi spaziano tra musica classica e rock. “Confrontarsi e fare gruppo è stata una grande conquista” è il pensiero di Federica Giambelli, Caterina Cabello, Giorgia Scilironi e Giorgia Terza. “Un’esperienza veramente arricchente e appassionante, ma soprattutto umana”, è il commento della professoressa Silvia Nieri che con la collega Luciana Villano ha guidato gli studenti della “Sassi” in un viaggio intorno alla musica “a cappella” . “Veramente emozionante esibirsi in pubblico, anche se all’inizio ci è sembrato difficile”, hanno confidato Mattia Peniti, Khattab Zouheir, Fatima Bahaddou, Katia Nobili, Vittoria Catincov, Lucia Mele (splendida solista), Alice Bettini, Matilde Moroni e Vejzabela Vejzagic.

Nello Colombo 

Alti e Bassi ONDERADIO

Onderadio AvatarALTI E BASSI ONDERADIO Il quintetto vocale a cappella milanese degli Alti & Bassi da settembre condurrà "Alti e Bassi ONDERADIO" su RETE UNO della Radio Svizzera Italiana.  

Gli eredi dei Cetra?

La Canzone a Milano

La copertina del libro di Andrea Pedrinelli

Nel suo libro "La canzone a Milano", edito da HoepliAndrea Pedrinelli descrive il mondo della canzone a Milano dalle origini ai giorni nostri. Un grandioso affresco di musicisti, arrangiatori, compositori, interpreti che in qualche modo hanno avuto a che fare con la nostra città, anche se, alcuni, non milanesi.

Alti e Bassi, vocalisti del cuore

Resto del Carlino

L'articolo de Il Resto del Carlino

CHIAMIAMOLI vocalisti questi cinque strepitosi signori del quarto appuntamento della 55e Stagione Concertistica, che col nome di Alti e Bassi giocano da veri virtuosi con la musica cantata, mescolando con fantasia, jazz e onomatopeia, swing e coro a cappella, musica classica e divertissement, ma sempre con tutti i crismi dell'esecuzione di gran livello

Alti & Bassi sulla Nave dei Sogni

Brescia Oggi

La recensione di Luigi Fertonani su Brescia Oggi

Compie i suoi 20 anni di carriera questo straordinario gruppo vocale che ha cantato anche a Brescia: la sua Nave dei Sogni comprende tredici brani

Sulla nave dei sogni con gli Alti & Bassi

L'articolo de La Libertà

L'articolo de La Libertà

Ironia e rigore, disciplina e fantasia, risate e magia. Sì, è fatta di voluti contrasti la serata offerta da un gruppo vocale fantastico che le opposizioni le ha messe fin nel nome: sono gli Alti&Bassi, protagonisti lunedì sera dell’apertura del cartellone musicale della stagione comunale del Teatro Verdi di Fiorenzuola,
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