Resto del Carlino

L’articolo di Ivana Baldassarri su Il Resto del Carlino

Esibizione impeccabile alla 55e Stagione Concertistíca

PESARO
CHIAMIAMOLI vocalisti questi cinque strepitosi signori del quarto appuntamento della 55e Stagione Concertistica, che col nome di Alti e Bassi giocano da veri virtuosi con la musica cantata, mescolando con fantasia, jazz e onomatopeia, swing e coro a cappella, musica classica e divertissement, ma sempre con tutti i crismi dell’esecuzione di gran livello, legando le diverse capacità di agilità, intonazione e coloritura con la maggiore compiutezza, complessità e pienezza tecnica e melodica. L’INSERIMENTO degli Alti e Bassi nel ricco calendario della Stagione Concertistica pesarese ci offre ancora una volta la prova della illuminata capacità di scelta di Federico Mondelci (direttore artistico dell’Ente Concerti) che, per nostra fortuna, ha una visione ampia e intelligente di ciò che deve essere considerato buona musica superando tutti quei fondamentalismi che spesso dividono in sette gli amanti della musíca. CONTAMINAZIONE? Chíamiamolo pure così questo gradevolissimo e simpatico modo di affrontare generi, modi, tempi musicali, che sa realizzare uno spettacolo-concerto (il Teatro Rossini era gremito e gli applausi sono stati entusiastici sinceri e scroscianti) che ha rispettato ed esibito musicalità, gusto, misura e divertimento con le mille sfumature dell’ironia, della nostalgia, della memoria, della capacità esecutiva e di quella professionalità alta, frutto di passione, competenza e genialità. Cinque signori non più giovanissimi più un tecnico fono-audio (lui sì, bello e giovane), che vestiti e pettinati (quelli almeno che i capelli li hanno ancora) come dio comanda e con rarissime scarpe lucide, si sono presentati contro le ninfe e i poeti arcadici un po’stupiti del bel sipario Monticelli, armati unicamente di una verte disinibita e disinvolta, a cantare tutto il cantabile da Bach a Jannacci dando vita ad uno spettacolo rarissimo per leggerezza e professionalità, esaltante fino al virtuosistico. Da Parole, parole, parole (di Mina), all’Aria sulla quarta corda di Bach, alle canzoncine dei cartoni animati a Va pensiero di Verdi, passando per il Quartetto Cetra e Chattanooga choo choo, dimostrando quanto la musica sia duttile e libera di esprimere un repertorio variegato, mai in conflitto con se stesso se eseguito con genialità e rispetto.
lvana Baldassarri – 26 gennaio 2015 – Il Resto del Carlino